Il taglio di Via Roma

Via Roma nasce dal progetto di Felice Giarrusso  che nel 1885 la inserisce nel Piano regolatore di risanamento di Palermo . In questo piano regolatore Giarrusso propone non solo la creazione della via Roma che doveva essere dritta come una spada e fungere da collegamento fra la città nuova, la stazione ferroviaria  e il porto, ma propone anche l’ulteriore  sviluppo dell’asse viario alberato di via Libertà.

Palazzo Monteleone in Piazza San Domenico. 1906

L’opera è grandiosa e prevede la demolizione di palazzi nobiliari come Palazzo Monteleone, dove lo scrittore Tomasi di Lampedusa ambienta la famosa scena del ballo, chiese e conventi come il sistema della chiesa di Montesanto, quartieri popolari, il giardino all’Olivella , le mura dello Stazzone e dell’Itria . Inoltre l’opera stravolgerà  il Piano Imperiale (l’attuale piazza San Domenico), il mercato della Vucciria e il quartiere San Giuliano.

Via Roma con in fondo Palazo Monteleone che chiude il passaggio. 1906

 

Abbattimento di una parte di Palazzo Monteleone in Piazza San Domenico. 1907

I lavori

I lavoridi risanamento del primo tronco iniziano nell’Ottobre del 1895. Le prime demolizioni sono relativamente semplici: chiese abbandonate e vecchie abitazioni popolari. I proprietari di palazzo Arezzo chiedono e ottengono modifiche al piano regolatore che prevedeva la demolizione del palazzo e finisce per rimanere integro e  posizionato proprio all’angolo fra via Roma e via Vittorio Emanuele.  Finiti i lavori di apertura del primo tronco nel 1898, i fratelli Biondo, noti avvocati palermitani  legati alla famiglia Florio, edificano  un’abitazione privata di famiglia e un nuovo teatro: il Teatro Biondo. I gradoni di ingresso al teatro occupano ancora oggi buona parte del marciapiede di via Roma, causando non pochi problemi alla circolazione dei pedoni. Ciò è dovuto al fatto che il piano regolatore non prevedeva un teatro nel nuovo asse viario, ed il teatro Biondo ha dovuto letteralmente “farsi spazio” fra i palazzi residenziali.

IL Commendatore Randazzo visita un cantiere di Via Roma

Nel 1906 iniziano i lavori per un ulteriore prolungamento della via Roma dalla piazza San Domenico fino alla via Ingham, dove si trova il vecchio palazzo degli Ingham in stile neoclassico che, non più usato dagli come abitazione, era diventato il Grand Hôtel et des Palmes. I lavori iniziano alla data del 1906 seguendo le precise indicazioni di Giarrusso e seguendo il percorso rettilineo. Ma, subito dopo la demolizione del grande giardino dell’Olivella, avviene il colpo di scena. Seguendo le delibere comunali l’asse stradale è  spostato di alcuni metri  verso il mare in modo da includere l’Hotel delle Palme. La via Roma non è più un rettilineo ‘perfetto’. Inutile dire che si grida subito allo scandalo. Giarrusso si dimette e abbandona i lavori,  L’entusiasmo per la grande arteria cittadina, che doveva correre dritta da Piazza Giulio Cesare a via Cavour, era scemato grandemente.

Prima dello sbancamento – Chiesa di Sant’Antonio Magno Abate ( detta “Ecce Homo”)

 

Sbancamento della Chiesa di Sant’Antonio Magno Abate ( detta “Ecce Homo”)

A pochi metri dalla via Cavour fu demolito l’antico parco dell’Olivella,  ma ci si trova davanti un ulteriore problema: l’imponente massa del convento dei Gesuiti che era stato adibito a Museo Archeologico.  Come fatto per palazzo Ingham, si decide di apportare un’altra  piccola deviazione in modo da distruggere solo una parte non utilizzata dell’enorme complesso monastico. Così facendo si diede vita a quel curioso e scenografico loggiato che dal chiostro dei gesuiti si affaccia sulla via Roma.

Il secondo tronco, al di là della deviazioni, presenta alcune delle costruzioni di notevole prestigio. Prima fra queste la casa Ammirata sorta ad angolo fra la via Roma e la piazza Colonna, poco prima del congiungimento con via Cavour. Opera dell’architetto Paolo Rivas che la progetta e ne guida i lavori fra il 1908 e il 1911.

Il palazzo Favaloro Gallo che nel 1939  viene acquistato dal Banco di Sicilia che lo adibisce a scuola di perfezionamento bancario e, recentemente, a sportello per la clientela. L’edifico più famoso di questo secondo tronco è il palazzo delle Assicurazioni Generali progettato da Ernesto Basile e costruito fra il 1912 e il 1914 . A causa della distruzion  del grande parco dell’Olivella e dopo la ‘leggera’ deviazione dell’asse viario, rimane inutilizzato un enorme spazio fra il convento dei gesuiti e il palazzo Paternò, spazio che in epoca fascista si edifica l’enorme e controverso palazzo delle Poste e Telegrafi opera di Angelo Mazzoni

Costruzione Poste

I Finocchiaro, una ricca famiglia borghese siciliana, si fanno costruire un edificio  in cui la funzione  di abitazione e di teatro  sono racchiuse in un unica struttura architettonica. La volontà dei costruttori è quella di donare alla città, non solo un nuovo teatro di prosa, ma soprattutto un nuovo spazio per la nuova arte che da poco era arrivata anche a Palermo: il cinema.

Ingresso di via Roma

I lavori in via Roma si fermano durante la prima guerra mondiale e poi riprendono  nel 1932 con la progettazione di un ingresso monumentale in piazza Giulio Cesare davanti la stazione. Il progetto è però portato a termine solo dieci anni dopo nel 1932, data che segna la fine della grande avventura del ‘Taglio di via Roma’.

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